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Comunanza
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mwhqComunanza è un mwhgcomune italiano di mwhw2 916 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjaprovincia di Ascoli Piceno nelle mwjqMarche.
Il territorio comunale si colloca nel circondario dei mwjwmonti Sibillini, a ridosso dell'mwkaappennino umbro-marchigiano, ed è attraversato dal fiume mwkqAso.
Il capoluogo è situato a 448 metri di altitudine s.l.m., e sorge lungo la valle dell'mwkwAso, che divide il centro storico (posto sulla sponda destra) dall'area urbana di costruzione più recente (posta sulla sponda sinistra).
Le scoperte archeologiche dei secoli XX e XXI hanno evidenziato come il territorio comunanzese risultasse abitato fin dall'antichità, in particolare dai mwlqPiceni e dai Romani, dopo la vittoria conseguita da questi ultimi nella mwlgguerra picentina (mwlw267 a.C.)cite-ref-4-4-0[4]. Le campagne di ricerca condotte dall'mwnaUniversità di Pisa tra il mwnq2014 ed il mwng2015 hanno infatti rilevato che, nell'area occupata dall'odierno capoluogo posta sulla sponda sinistra dell'mwnwAso, sorgeva l'antica ed importante città di mwoaNovanacite-ref-0-5-0[5]cite-ref-1-6-0[6].
Dopo l'abbandono di mwqgNovana determinato dalle invasioni barbariche, la popolazione superstite si sarebbe raccolta intorno al castello di Monte Passillo, baluardo politico e militare del Libero Comune di mwqwAscoli Piceno, situato sulla sponda sinistra dell'mwraAso, nei pressi dell'odierna frazione di Pracchiacite-ref-5-7-0[7].
La nascita del nucleo contemporaneo di Comunanza si collocherebbe intorno al mwsg1294, cioè dopo la prima distruzione di Monte Passillo ad opera dei soldati del Libero Comune di mwswAmandola, avversario del Libero Comune di mwtaAscoli Piceno. Onde sfuggire alle incursioni degli Amandolesi, i montepassillesi decisero di stabilirsi sulla sponda destra dell'mwtqAso, in una piccola pianura di forma triangolare situata a ridosso del colle Chiaro, e difesa sui restanti due lati dal corso d'acqua predetto. Nacque così l'insediamento di mwtgCommunanthia Montis Passilli, detto anche mwtwCommunanthia Ascolanorum o più semplicemente mwuaCommunanthia, nucleo embrionale dell'attuale centro storicocite-ref-3-8-0[8].
A partire dal XIV secolo la storia di Comunanza ha sostanzialmente seguito le sorti del Libero Comune di mwvgAscoli Piceno prima, dello mwvwStato Pontificio poi, ed infine - dopo il plebiscito del 4 Novembre mwwa1860cite-ref-9[9] - dell'mwxqItalia unita.
Ha conosciuto un importante sviluppo industriale a partire dagli anni '60 del mwbaXX secolo, anche grazie agli investimenti pubblici operati dalla mwbqCassa del Mezzogiornocite-ref-8-12-0[12]. Attualmente è il terzo polo industriale della mwcgprovincia di Ascoli Picenocite-ref-9-13-0[13].
Contents
• Clima
• Storia
• Medioevo
• Simboli
• Società
• Cultura
• Musei
• Eventi
• Gabbiano
• Gerosa
• Gesso
• Illice
• Nasuto
• Pracchia
• Vindola
• Economia
• Sport
• Calcio
• Tennis
• Note
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Geografia
Territorio
Il territorio comunale si colloca nel circondario dei mwfwmonti Sibillini, a ridosso dell'mwgaappennino umbro-marchigiano, ed è attraversato dal fiume mwgqAso.
Esso ha una superficie di 54,4mwgw km², e confina con il Comune di mwhaAmandola (FM) a NW, con il Comune di mwhqMontefalcone Appennino (FM) a N, con il Comune di mwhgForce (AP) a NE, con il Comune di mwhwPalmiano (AP) a E, con il Comune di mwiaRoccafluvione (AP) a SE, con il Comune di mwiqMontegallo (AP) a S, con il Comune di mwigMontemonaco (AP) a SW, ed infine con il Comune di mwiwMontefortino (FM) a W.
Il capoluogo è situato a 448 metri di altitudine s.l.m., e sorge lungo la valle dell'mwjqAso, che divide il centro storico (posto sulla sponda destra) dall'area urbana di costruzione più recente (posta sulla sponda sinistra)
Il territorio comunale è prevalentemente collinare nella porzione settentrionale e centro-settentrionale, mentre diviene montuoso nella parte centro-meridionale e meridionale, con l'approssimarsi ai mwjwmonti Sibillini. Di conseguenza, la porzione collinare è utilizzata prevalentemente per le coltivazioni agricole, mentre la porzione montuosa risulta coperta da boschi e pascoli.
La valle formata dal fiume mwkqAso è sostanzialmente pianeggiante e, pur non superando la larghezza massima di 1,5mwkg km, ha permesso l'edificazione del nucleo storico del capoluogo, le coltivazioni agricole e l'impiantamento di numerose imprese industriali. La presenza del fiume ha consentito inoltre la costruzione della diga di Villa Pera ad est del capoluogo (opera che ha formato il lago di Belloca), nonché della diga di Gerosa a sud-ovest del capoluogo: quest'ultima opera ha formato il mwkwlago di Gerosa.
Essendo situato a ridosso dell'mwlqappennino umbro-marchigiano, il territorio comunanzese è stato frequentemente sconvolto da terremoti, anche molto forti. Tra il mwlg100 a.C. ed il mwlw99 a.C. l'antica città di mwmaNovana (l'attuale Comunanza) venne con ogni probabilità colpita da due eventi sismici che interessarono in successione, rispettivamente, il mwmqPiceno centrale (5,86mwmg MW)cite-ref-14[14] e la città di mwnwNorcia (5,57mwoa MW)cite-ref-15[15]. Tre secoli dopo la fondazione dell'attuale nucleo abitativo di Comunanza (mwpq1294), essa venne sconvolta dal sisma del 7 Ottobre mwpg1639, caratterizzato da una mwpwmagnitudo momento di 6,26mwqa MW, con epicentro situato tra mwqqAmatrice ed mwqgArquata del Tronto (evento molto simile al più recente terremoto del 24 Agosto mwqw2016)cite-ref-16[16]. Nel XVIII secolo Comunanza e l'intero circondario dei mwsamonti Sibillini dovettero patire le conseguenze del Grande Terremoto del mwsq1703, che colpì in sequenza mwsgNorcia e mwswCascia il 14 Gennaio (6,81mwta MW)cite-ref-17[17] e l'alta valle del fiume abruzzese mwuqAterno il 2 Febbraio (6,65mwug MW)cite-ref-18[18]. Il XVIII secolo si chiuse col sisma del 28 Luglio 1799, caratterizzato da mwvwmagnitudo momento di 6,18mwwa MW ed epicentro situato nei pressi di mwwqCamerino, nel maceratesecite-ref-19[19]. Nel XIX secolo un nuovo terremoto colpì il territorio dei mwxgmonti Sibillini, precisamente il 22 Agosto mwxw1859, con una scossa caratterizzata da mwyamagnitudo momento di 5,70mwyq MW ed epicentro nei pressi di mwygNorciacite-ref-20[20]. Il 12 Marzo mwzw1873 si verificò un sisma di mw0amagnitudo momento pari a 5,88mw0q MW, con epicentro nei pressi di mw0gSan Ginesio, nel maceratesecite-ref-21[21]: ingenti furono i danni, ma fortunatamente non si registrarono vittime. Nel mw1wXX secolo, Comunanza subì gravi danni per effetto del terremoto che colpì le città ascolane di mw2aOffida e mw2qCastignano il 3 Ottobre mw2g1943, caratterizzato da una mw2wmagnitudo momento di 5,67 ± 0,08mw3a MWcite-ref-22[22]. L'8 Agosto mw4q1951 un sisma di mw4gmagnitudo momento di 5,28 ± 0,06mw4w MW colpì il circondario dei mw5amonti della Lagacite-ref-23[23] e provocò effetti anche nel territorio comunanzese. Il 26 Novembre mw6q1972 Comunanza è stata sconvolta dal mw6gterremoto delle Marche meridionalicite-ref-24[24], caratterizzato da una mw7wmagnitudo momento di 5,48 ± 0,11mw8a MW e da un'intensità di VIII grado Mercalli (MCS). L'epicentro è stato individuato al confine tra i Comuni di Comunanza e mw8qMontefalcone Appennino, con ipocentro localizzato ad 1mw8g km di profonditàcite-ref-25[25]. Il sisma ha cagionato danni ad edifici, ma non ha provocato vittime. Nel mw9wXXI secolo, Comunanza è stata colpita dal mw-aterremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017cite-ref-26[26], il quale, pur avendo provocato danni anche gravi, fortunatamente non ha fatto registrare vittime nel territorio comunale.
Clima
Il clima locale è di tipo appenninico, caratterizzato da inverni rigidi e freddi, con frequenti nevicate, e da estati calde. Umidità considerevole nella valle del fiume mw-wAso, soprattutto nei mesi autunnali ed invernali.
Storia
Età antica
Le scoperte archeologiche dei secoli XX e XXI hanno evidenziato come il territorio comunanzese risultasse abitato, fin dall'antichità, dai mwaqmPiceni e dai mwaqqRomani, dopo la vittoria conseguita da questi ultimi nella mwaquguerra picentina (mwaqy267 a.C.)cite-ref-27[27].
Per lungo tempo si è creduto che l'odierna Comunanza potesse essere identificata con l'antico abitato di mwaqwInteramnia Poletina (o Pollentina) Piceni (o mwaq0Picena), di fondazione picena e successivamente conquistato dai Romani. A partire dagli anni '10 del XXI secolo questa ricostruzione è stata messa in discussione da nuove scoperte archeologiche, alla luce delle quali l'antica mwaq4Interamnia Poletina (o Pollentina) Piceni (o mwaq8Picena) sarebbe identificabile con un abitato posto nell'attuale territorio comunale di mwaraAmandolacite-ref-11-28-0[28].
Le campagne di ricerca condotte dall'mwaryUniversità di Pisa tra il mwarc2014 ed il mwarg2015 hanno comunque rilevato che, nell'area oggi occupata da Comunanza posta sulla sponda sinistra del fiume mwarkAso, sorgeva l'antica ed importante città di mwaroNovanacite-ref-1-6-1[6]cite-ref-29[29]cite-ref-30[30].
Il popolamento del circondario dei mwasgmonti Sibillini in età picena è comprovato dal rinvenimento, a Comunanza e in mwaskAmandola, di reperti particolarmente significativi (mwasofibulae, spilloni, armi), i quali denotano mwass«il ruolo fondamentale che le élite locali detenevano nel controllo delle strutture economiche e nella gestione delle attività produttive»cite-ref-31[31].
Le ricerche svolte dall'mwateUniversità di Pisa nel mwati2014 e nel mwatm2015 hanno inoltre permesso l'individuazione di piccoli insediamenti rurali (capanne o case), grazie a resti di materiali edilizi o di antichi manufatticite-ref-eleonora-iacopini-i-territori-di-firmum-e-novana-analisi-comparative-sulle-ricerche-in-corso-pag-230-32-0[32].
Il processo di "romanizzazione" dell'attuale territorio di Comunanza e di mwatkAmandola sarebbe stato molto marcato dopo la fine della mwatoguerra picentina (mwats267 a.C.). Molti siti piceni, infatti, hanno restituito materiali di fattura tipicamente romana. Inoltre, al termine del conflitto, una parte della popolazione picena autoctona sarebbe stata deportata dai Romani nell'odierna area dellmwatw'mwat0Agro Picentino, una zona dell'mwat4Italia meridionale posta al confine tra le attuali Regioni della mwat8Campania e della mwauaBasilicata.
Nel mwaui232 a.C., per effetto della mwaumLex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo, il territorio di mwauqNovana fu sottoposto a mwauucenturiazione. Una parte di esso divenne quindi parte dell'mwauyager publicus, il resto fu assegnato in proprietà individuale ai mwauccives (cioè mwaugviritim adsignatus). In questo modo, i Romani avrebbero innescato un fitto popolamento rurale della zona, mediante la costituzione di piccole fattorie, databili a partire dalla fine del III secolo a.C., ubicate in una griglia centuriale di 20 × 20 mwaukactus, póste agli angoli delle mwauocenturiae e presso gli assi principali e i mwauslimites intercisivicite-ref-eleonora-iacopini-i-territori-di-firmum-e-novana-analisi-comparative-sulle-ricerche-in-corso-pag-230-32-1[32].
Questo territorio si avvaleva, come polo di aggregazione amministrativa, economica e sociale, di mwaveNovana, centro abitato identificabile con l'attuale Comunanza, posizionato lungo i principali assi stradali dell'epoca: da una parte, lungo l'asse nord-sud, la mwaviVia Salaria Gallica (strada romana che collegava mwavmAsculum ad mwavqUrbs Salvia); dall'altra, lungo l'asse ovest-est, la via della val d'mwavuAso, che collegava i mwavymonti Sibillini (mwavcTetrica o mwavgTetricus Mons) al mwavkmare Adriaticocite-ref-eleonora-iacopini-i-territori-di-firmum-e-novana-analisi-comparative-sulle-ricerche-in-corso-pag-230-32-2[32]cite-ref-33[33].
Invero, nell'area urbana di Comunanza e nel territorio comunale sono stati rinvenuti significativi resti di età romana, a partire dagli stabilimenti termali, riportati alla luce e muniti di una copertura protettiva nel mwaww2019. Sono stati altresì individuati una fornace romana in frazione Colle Terme, una necropoli romana in frazione Santa Maria, resti di manufatti in ceramica, nonché resti di mura in mwaw0opus caementicium, una cornice di tempio ed un frammento di edicola in calcare nel centro storicocite-ref-34[34]. Nella frazione Gerosa è situato un ponte di epoca romana a schiena d'asino, che unisce le due sponde del fiume Aso lungo il tracciato dell'antica mwaxiVia Salaria Gallica.
mwaxqNovana assunse dapprima la dignità di mwaxuforum, venne quindi elevata a mwaxypraefectura ed infine a mwaxcmunicipium, vale a dire il principale centro amministrativo dellmwaxg'mwaxkAger Novanensiscite-ref-12-35-0[35], inserito nella mwax4Regio V Picenum dell'mwax8Italia romana.
L'mwayeAger Novanensis appariva delimitato a nord dal corso del fiume mwayiTennacola, a nord-est dal fiume mwaymTenna, a sud-est dal fosso dell'Inferno (che attualmente separa i territori di mwayqMontefalcone Appennino e di mwayuSanta Vittoria in Matenano), infine a sud dal fiume mwayyAso e ad ovest dai mwaycmonti Sibillini (mwaygTetrica o mwaykTetricus Mons). Il territorio novanense comprendeva quindi aree oggi appartenenti ai Comuni di Comunanza, mwayoAmandola, mwaysMontefalcone Appennino, mwaywMontefortino, mway0Montemonaco, mway4Monte San Martino, mway8Sarnano e mwazaSmerillocite-ref-36[36].
Materiali e manufatti di importazione sono stati rinvenuti soltanto negli insediamenti maggiori dellmwazy'mwazcAger Novanensis (mwazgin primis la stessa mwazkNovana e l'abitato di mwazoCisiana, nell'attuale territorio amandolese), e non nelle fattorie situate nelle campagne. Da questo fatto si può dedurre che l'economia locale fosse rivolta soprattutto alla sussistenza, presumibilmente basata su attività agricole di non alta produttività, integrate con quelle silvo-pastoralicite-ref-37[37]mwaz8.
Il mwabimunicipium di mwabmNovana viene citato dall'autore latino mwabqPlinio il Vecchio nell'opera mwabuNaturalis Historia, XIX, 110-111cite-ref-38[38] (risalente al mwabs77-mwabw78 d.C.):
(latino)
«[110] Quinta regio Piceni est quondam uberrimae multitudinis CCCLX millia Picentum in fidem populi Romani venere: orti sunt a Sabinis voto vere sacro. Tenuere ab Aterno amne, ubi nunc ager Hadrianus et Hadria colonia a mari VII mille passuum; flumen Vomanum; ager Praetutianus Palmensisque: item Castrum Novum et flumen Vibatinum; Truentum cum amne quod solum Liburnorum in Italia reliquum est. Flumina Albula, Tessuinum, Elvinum quo finitur Praetutiana regio et Picentum incipit. [111] Cupra oppidum, Castellum Firmanorum et super id colonia Asculum Piceni nobilissima; intus
Novana
, in ora Cluana, Potentia, Numana a Siculis condita. Ab iisdem colonia Ancona apposita promontorio Cunero, in ipso flectentis se orae cubitu, a Gargano CLXXXIII m. pass. Intus Asculani, Auximates, Beregrani, Cingulani, Cuprenses cognomine montani, Falerienses, Pausulani, Planinenses, Ricinenses, Septempedani, Tolentinates, Treienses; cum Urbe Salvia Pollentini junguntur.»
(italiano)
«[110] La quinta regione [d'
Italia
] è il
Piceno
, un tempo densamente popolata: trecentossesantamila abitanti del
Piceno
si arresero ai
Romani
. Essi ebbero origine dai
Sabini
con un
voto di primavera sacra
, ed occuparono l'area del fiume
Aterno
, dove ora si trovano la colonia di Hadria [
Atri
] ed il territorio adriano, a sei miglia dal mare. Qui sono situati il fiume Vomanum [
Vomano
], il territorio pretuziano ed il palmense, ed inoltre Castrum Novum [
Giulianova
], il fiume Vibatinum [
Salinello
], la città di Truentum [
Martinsicuro
] con l'omonimo fiume [l'attuale
Tronto
], la sola che è rimasta in Italia dei
Liburni
. Nel
Piceno
sono altresì situati i fiumi Albula, Tessuinum [
Tesino
] ed Elvinum, dove si conclude la regione pretuziana e comincia quella dei
Piceni
.
[111] Seguono la città di Cupra [Ripatransone], il Castellum Firmanorum [Porto San Giorgio], e soprattutto la colonia di Asculum [Ascoli Piceno], la più famosa del Piceno. Nell'interno è situata Novana [Comunanza], mentre lungo il litorale si trovano Cluana [Civitanova Marche], Potentia [Porto Potenza Picena], Numana, fondata dai Siculi; dai medesimi fu fondata la colonia di Ancona vicino al promontorio del Cunerus [Monte Conero], nel gomito stesso della costa che si flette, a centottantatré miglia dal Gargano. Nell'interno si trovano gli Auximati [ad Osimo], i Beregrani [a Montorio al Vomano], i Cingulani [a Cingoli], i Cuprensi soprannominati Montani [a Cupramontana], i Faleriensi [a Falerone], i Pausulani [a Corridonia], i Planinensi [a San Vittore di Cingoli], i Ricinensi [a Villa Potenza di Macerata], i Septempedani [a San Severino Marche], i Tolentinati [a Tolentino], i Treiensi [a Treia], ad Urbs Salvia [Urbisaglia] i Pollentini.»
(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XIX, 110-111)
Successivamente alla citazione di mwab8Plinio il Vecchio, il mwacamunicipium di mwaceNovana non risulta ricordato in nessuna ulteriore fonte letteraria od epigrafica. Pertanto mwaciNovana e gli insediamenti rurali situati nellmwacm'mwacqAger Novanensis dovettero subìre una decadenza a partire dal II secolo d.C. Questa sarebbe stata determinata da un mutamento strutturale nell'utilizzo della terra, caratterizzato dalla progressiva riconversione d'uso dei terreni da coltivi a pascoli (soprattutto quelli compresi nell'mwacuager publicus e non assegnati ai privati), con conseguente crisi nel popolamento rurale e corrispondente perdita di importanza del centro amministrativo di mwacyNovanacite-ref-39[39]
Medioevo
Le ultime vestigia di mwac0Novana e dellmwac4'mwac8Ager Novanensis dovettero con ogni probabilità subìre una grave decadenza in seguito al crollo dell'mwadaImpero romano d'Occidente ed alle mwadeinvasioni barbariche.
L'antica mwadmNovana, probabilmente quasi del tutto abbandonata, dovette perciò piegarsi all'invasione degli mwadqOstrogoti (mwadu489), alla riconquista bizantina (mwady553) ed infine alla nuova occupazione barbarica dell'mwadcItalia operata dai mwadgLongobardi (guidati dal re mwadkAlboino) a partire dal mwado568. L'antico mwadsAger Novanensis fu incorporato nel mwadwDucato di Spoleto, facente capo al mwad0Regno longobardo.
Documenti dei secoli IX, X ed XI testimoniano che i resti di mwad8Novana e dellmwaea'mwaeeAger Novanensis dovettero appartenere ai monaci mwaeibenedettini farfensicite-ref-40[40], i quali, fuggendo da Farfa in mwaecSabina per sfuggire alle incursioni dei mwaegSaraceni, si stabilirono nell'antico mwaekPiceno fondando l'odierna città di mwaeoSanta Vittoria in Matenano. Nell'odierna frazione di Santa Maria sorgevano edifici religiosi facenti capo proprio ai monaci farfensi: in particolare le chiese di mwaesSanta Maria de Teràmo (cioè l'odierna chiesa di Santa Maria a Terme), mwaewSan Biagio de Teràmo e mwae0San Michele de Teràmo, queste ultime successivamente cadute in rovina o probabilmente distruttecite-ref-41[41]. La denominazione mwafi"de Teràmo" fa riferimento alle antiche terme romane (mwafmthermae) presenti nella città di mwafqNovana.
La popolazione italica superstite, nonché le genti germaniche - ostrogote e longobarde - che ad essa si aggiunsero a partire dal sec. V d.C., si sarebbero raccolte intorno al castello di Monte Passillo, situato sulla sponda sinistra dell'mwafyAso, nei pressi dell'odierna frazione di Pracchiacite-ref-5-7-1[7]. Intorno al XII secolo, al dominio farfense sull'odierno territorio comunanzese sarebbe quindi subentrata la signoria di Monte Passillo, governato politicamente dalla famiglia Nobili, di origine germanicacite-ref-42[42]. Negli anni, Monte Passillo avrebbe rappresentato un importante centro politico ed economico lungo le alte valli dell'mwaf8Aso e del mwagaTenna, nonché un baluardo politico e militare del Libero Comune di mwageAscoli Piceno, impegnato in una perenne lotta contro il Libero Comune di mwagiAmandola per il predominio territoriale nel circondario dei mwagmmonti Sibillini.
Il dominio dei monaci farfensi e l'ascesa della potenza di Monte Passillo devono essere chiaramente iscritti nel panorama della storia europea, che si dipana dalla caduta del mwaguRegno longobardo nel mwagy774 per opera dell'esercito franco guidato da mwagcCarlo Magno, passando per la proclamazione dell'mwaggImpero carolingio (mwagk800) e successivamente del mwagoSacro Romano Impero (mwags962), entità politiche in cui confluì il mwagwDucato di Spoleto con l'intero territorio della Marca. Questi ultimi, nel mwag01198, entrarono definitivamente a far parte dello mwag4Stato della Chiesa, durante il papato di mwag8Innocenzo III.
La nascita del nucleo contemporaneo di Comunanza si collocherebbe intorno al mwahy1294, cioè dopo la prima distruzione di Monte Passillo proprio ad opera dei soldati del Libero Comune di mwahcAmandola. Onde sfuggire alle incursioni degli Amandolesi, i montepassillesi decisero di stabilirsi sulla sponda destra dell'mwahgAso, in una piccola pianura di forma triangolare situata in posizione strategica, difesa a nord e ad est dal corso del mwahkfiume Aso, protetta a sud e ad ovest dalla scoscesa parete del colle Chiaro. Nacque così l'insediamento di mwahoCommunanthia Montis Passilli, detto anche mwahsCommunanthia Ascolanorum o più semplicemente mwahwCommunanthia, nucelo embrionale dell'attuale centro storicocite-ref-3-8-1[8]cite-ref-43[43]. La pianura ove venne edificato il primo nucleo della Comunanza contemporanea sarebbe appartenuto allmwaiu'mwaiyOspedale di San Francesco d'Assisi di Monte Passillo. Qui probabilmente sorgeva già quell'edificio oggi identificabile con la chiesa di San Francesco d'Assisi.
Il mwaigCastrum Communanthiae fu edificato in una pianura originariamente non coltivata ed anzi coperta da boschi. Gli ascolani curarono la costruzione di una cinta muraria posizionata a ridosso del colle Chiaro (dunque a sud e ad ovest del borgo), difesa da cinque torri a base quadrata, e munita di due porte di accesso: la prima situata a nord in direzione del mwaikmare Adriatico, la seconda posta a sud in direzione di mwaioAscoli Piceno, e proprio per questa ragione denominata mwaisPorta Ascolana. Il profondo tracciato del mwaiwfiume Aso poteva invece essere superato soltanto mediante un ponte levatoio in legno, manovrato al bisogno dai rudimentali apparecchi meccanici dell'epocacite-ref-44[44].
Raccogliendo l'eredità di Monte Passillo (la cui rocca fu più volte ricostruita e distrutta), il mwajiCastrum Communanthiae diventò un "castello" del Libero Comune di mwajmAscoli Piceno, configurandosi come un avamposto strategico lungo l'alta valle dell'mwajqAso per contrastare le mire espansionistiche del Libero Comune di mwajuAmandola.
Nel mwajc1357 il mwajgvicario generale dello mwajkStato della Chiesa, il mwajocardinale mwajsEgidio Albornoz, promulgò le mwajwCostituzioni egidiane, testo normativo con cui si procedeva ad un'organica suddivisione territoriale dei domini pontifici e si disciplinavano i rapporti con i mwaj0feudatari locali e le questioni giurisdizionali. Pertanto le autonomie comunali locali furono progressivamente limitatecite-ref-45[45]. La Marca meridionale appariva quindi suddivisa nel Ducato di mwakiCamerino, nello Stato di mwakmFermo e nel Governo di mwakqAscoli Piceno, ai quali - a partire dal mwaku1586 - si aggiunse il Presidiato di mwakyMontalto. Pertanto, a partire dal XIV secolo, la storia di Comunanza ha pedissequamente seguito le sorti del Governo di mwakcAscoli Piceno e dello mwakgStato della Chiesa.
Sono documentati fino al XVI secolo periodici scontri armati tra soldati ascolani e comunanzesi da una parte, e soldati amandolesi dall'altra; purtroppo queste dispute coinvolsero spesso anche la popolazione civilecite-ref-46[46]. Esse dovettero terminare definitivamente soltanto nel mwak41521, quando il Rettore Pontificio della Marca ordinò la demolizione definitiva del castello di Monte Passillo allo scopo di porre fine alla secolare rivalità tra mwak8Ascoli Piceno ed mwalaAmandolacite-ref-10-47-0[47].
Nel mwaly1348, al pari del territorio della Marca e del resto d'mwalcEuropa, Comunanza fu colpita dall'epidemia di mwalgpeste nera, a causa della quale perì una parte della popolazione locale stimabile tra il 25% ed il 75%cite-ref-2-48-0[48].
La fine dell'epidemia determinò un notevole miglioramento economico per il territorio comunanzese, atteso che i protocolli notarili conservati nell'Archivio di Stato di mwal4Ascoli Piceno, nonché altri documenti dell'epoca, attestano la floridezza dell'economia locale tra la fine del XIV secolo e l'intero XV secolo. A Comunanza, come in mwal8Amandola, a mwamaMontefortino, a mwameMontemonaco e negli altri paesi limitrofi, le colonne portanti dell'economia erano costituite dall'agricoltura e dalla pastorizia. L'allevamento ovino, oltre che orientato alla produzione di latte, formaggi e derivati, alimentava finanche le due principali industrie locali: la lavorazione della lana e la concia delle pelli all'interno degli opifici paesani. L'accrescimento del benessere economico favorì la sistemazione delle strade locali, la costruzione di ponti e la ristrutturazione di chiese, palazzi e monumenticite-ref-49[49].
Ciononostante, si verificarono periodici conflitti locali e scorrerie di soldati per tutto il XV secolo, a causa dall'espansione delle diverse signorie che avvicendavano il proprio dominio nella Marca o in aree d'mwamcItalia più ampie. Tra gli altri episodi dell'epoca, si ricordi che, nel mwamg1434, Comunanza, mwamkAmandola, il circondario dei mwamomonti Sibillini e l'intera Marca subirono l'occupazione militare ed il saccheggio da parte delle truppe del mwamsDucato di Milano guidate dal duca mwamwFrancesco Sforza, il quale mirava all'espansione dell'egemonia politica milanese sull'mwam0Italia centrale e meridionale.
L'età moderna (dal Cinquecento all'Unità d'Italia)
Al miglioramento delle condizioni economiche e sociali della popolazione di Comunanza e del circondario dei mwanamonti Sibillini invalso nel XV secolo, si contrappose una lenta e progressiva decadenza nei secoli XVI, XVII e XVIII, determinata da ricorrenti carestie ed epidemie, da gravi terremoti (mwane1639 e mwani1703), dall'insaprimento della pressione fiscale da parte della Curia romana, dall'immobilismo delle classi nobiliari ed ecclesiastiche dominanti, e dalla terribile piaga sociale del mwanmbrigantaggio (che fu finalmente debellato solo in seguito all'mwanqUnità d'Italia).
Nonostante la decadenza economica e sociale dei secoli XVI, XVII e XVIII, Comunanza fu la patria di illustri interpreti dell'mwanyarte barocca: si ricordino il pittore ed architetto mwancSebastiano Ghezzi (Comunanza, mwang1580 – mwank1645), il pittore e copista mwanoGiuseppe Ghezzi (Comunanza, mwans1634 – mwanwRoma, mwan01721), il pittore mwan4Pier Leone Ghezzi (mwan8Roma, 28 Giugno mwaoa1674 – mwaoeRoma, 6 Marzo mwaoi1755) ed il pittore mwaomAntonio Amorosi (Comunanza, mwaoq1660 – mwaouRoma, 5 Ottobre mwaoy1738), autori di importanti opere mwaocbarocche conservate a Comunanza, nelle mwaogMarche, a mwaokRoma e nei dintorni della capitale dello mwaooStato Pontificio. Inoltre, in questo periodo furono edificati e ristrutturati molti edifici di culto situati nel territorio comunale: si ricordino l'edificazione della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria nel XVI secolo (demolita nel mwaos1818 e successivamente ricostruita, per essere consacrata nel mwaow1833) e l'edificazione della Chiesa di Sant'Anna nel XVII secolo.
La situazione economica e sociale di Comunanza e del circondario dei mwao4monti Sibillini migliorò significativamente in seguito alla mwao8rivoluzione francese ed alla diffusione degli ideali rivoluzionari in mwapaItalia. In particolare, nell'mwapeetà napoleonica furono aboliti molti privilegi nobiliari ed ecclesiastici e fu data una spinta decisiva allo sviluppo infrastrutturale del territorio, nonché ad innovazioni tecnologiche nell'agricoltura e nell'industria.
Dopo la lunga parentesi della mwapmRestaurazione dello mwapqStato Pontificio successiva al mwapuCongresso di Vienna (mwapy1815), il mwapcRisorgimento e l'mwapgUnità d'Italia sancirono il definitivo avvio alla modernità per Comunanza e per l'intero circondario dei mwapkmonti Sibillini. Comunanza e le mwapoMarche entrarono infatti a far parte del mwapsRegno di Sardegna in seguito al plebiscito del 4 Novembre mwapw1860cite-ref-50[50], e del mwaqeRegno d'Italia dopo la sua proclamazione avvenuta il 17 Marzo mwaqi1861.
Età contemporanea (dall'Unità d'Italia ad oggi)
Dopo aver pedissequamente seguito le vicende dell'mwaruItalia unita dal mwary1861 alla mwarcprima guerra mondiale, dal mwarg1932 al mwark1945 - dopo l'instaurazione del mwaroregime totalitario fascista - il Comune ha assunto la denominazione di mwarsComunanza del Littoriocite-ref-6-10-1[10]cite-ref-7-11-1[11].
Nel corso della mwasuseconda guerra mondiale, dopo l'mwasyarmistizio dell'8 Settembre 1943, Comunanza fu occupata dalle truppe della mwascWehrmacht (esercito mwasgtedesco) e venne inserita nel territorio della neonata mwaskRepubblica Sociale Italiana. Gli mwasoAlleati progettarono il bombardamento della cittadina intorno alla primavera del mwass1944, ma in seguito desistettero dal progetto.
Alcune famiglie comunanzesi si distinsero per l'ospitalità ed il sostegno forniti a mwas0partigiani italiani e a prigionieri di guerra mwas4britannici e mwas8statunitensi, liberati dal campo di concentramento di mwataServigliano proprio dopo l'mwatearmistizio.
Durante la permanenza nel territorio comunanzese e piceno, le truppe mwatmtedesche della mwatqWehrmacht, le mwatuSS e i fiancheggiatori mwatyfascisti della mwatcRSI si resero responsabili di mwatgcrimini di guerra ai danni della popolazione. Presso il cimitero di Comunanza furono ripetutamente fucilati mwatkpartigiani italiani e prigionieri di guerra mwatobritannici e mwatsstatunitensi: una targa commemorativa apposta dal Comune di Comunanza ricorda ancora oggi questi mwatwcrimini di guerra.
Comunanza fu liberata dalle mwat4truppe alleate il 21 Giugno mwat81944.
Comunanza ha conosciuto un importante sviluppo industriale a partire dagli anni '60 del mwaueXX secolo, anche grazie agli investimenti pubblici operati dalla mwauiCassa del Mezzogiornocite-ref-8-12-1[12]. Attualmente è il terzo polo industriale della mwaucprovincia di Ascoli Picenocite-ref-9-13-1[13].
Simboli
Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 2 settembre 1938.cite-ref-51[51]
«D'argento, al ponte di rosso turrito alle due estremità e di un solo arco, sulla
riviera
al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.
»
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di Santa Maria a Terme
La Chiesa di Santa Maria a Terme è l'edificio di culto cristiano più antico del territorio di Comunanza. Essa è situata in frazione Santa Maria, nei pressi del capoluogo, ed è stata realizzata intorno al IX o X secolo, sui resti di un antico tempio pagano attribuito a mwawaDioniso, posto nella città di mwaweNovana (l'antica Comunanza). Dell'antico tempio pagano rimangono evidentemente le colonne in blocchi di travertino e tufo. La chiesa è realizzata in pietra di arenaria e segue i canoni stilistici dell'mwawiarchitettura preromanica: ha pianta rettangolare, presenta un'abside tripartita da lesene, con due bifore, doccioni nelle pareti laterali e archetti ciechi lungo tutto il perimetro della struttura. Nel portale conserva i bassorilievi originali, recanti decorazioni simboliche di animali e vegetali aventi funzione apotropaica. L'interno è a navata unica, suddivisa in tre campate con volta a botte, e presenta affreschi del XIII secolocite-ref-53[53].
Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria
La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria è situata nel centro storico di Comunanza, città di cui rappresenta la chiesa matrice. L'edificio di culto originario risaliva al XVI secolo, tuttavia è stato demolito nel mwaxe1818 e ricostruito in stile neoclassico, seguendo il progetto dell'architetto svizzero mwaxiPietro Maggi. L'edificazione della chiesa odierna è terminata nel mwaxm1832, ed essa è stata consacrata nel mwaxq1833.
La torre campanaria - a pianta quadrata - è l'unica testimonianza dell'antica chiesa cinquecentesca; nel corso dei lavori di ricostruzione della chiesa, la torre è stata munita di una nuova cella campanaria e di una nuova guglia, che ne hanno elevato l'altezza originaria.
L'interno della chiesa è a navata unica e presenta decorazioni, stucchi e statue dell’artista ascolano Domenico Paci.
Di grande interesse sono alcune opere pittoriche di età barocca, riferibili ad artisti comunanzesi operanti finanche a mwaxgRoma tra i secoli XVII e XVIII: il dipinto mwaxkSan Giovanni Battista e Santa Giuliana di mwaxoGiuseppe Ghezzi ed il dipinto mwaxsLa mwaxwMadonna di Loreto, opera di mwax0Giuseppe Ghezzi, mwax4Pier Leone Ghezzi e mwax8Antonio Amorosi.
Il monumentale organo a due tastiere con più di duemila voci proviene dalla Basilica di Loretocite-ref-54[54].
Chiesa di San Francesco d'Assisi
La Chiesa di San Francesco d'Assisi è l'edificio più antico del centro storico di Comunanza. Essa è situata in un luogo già appartenente allmways'mwaywOspedale di San Francesco d'Assisi di Monte Passillo fin dal XIII secolo. L'attuale conformazione esterna dell'edificio risale con ogni probabilità al XIII od al XIV secolo. All'interno, conserva un affresco del XVI secolo, dipinti del XVIII secolo ed un altare in stucco del XVIII secolo, opera dell'artista locale mway0Sebastiano Ghezzicite-ref-55[55].
Chiesa di Sant'Anna
La Chiesa di Sant’Anna risale al XVII secolo, ed è situata ai piedi del colle Chiaro, poco distante dal centro storico del capoluogo. Essa è caratterizzata da uno stile tardo-romanico, con portici nel prospetto e nel lato ovest, e campanile a vela. L’interno è a navata unica, con copertura a capriate ed altare in stucco settecentesco. Fu fatta costruire per iniziativa del letterato Antonio Caferri al fine di farne un convento dei mwazgfrati minori conventuali, tuttavia non fu mai utilizzata per tale scopocite-ref-56[56].
Architetture civili
Palazzo Pascali
Palazzo Pascali è un antico edificio gentilizio situato nel centro storico di Comunanza, in Piazza Santa Caterina.
Storicamente è stato sede del mwa0uConsorzio idrico intercomunale del Vettore.
Attualmente ospita il mwa0cMuseo di arte sacra e la mwa0gBiblioteca civica "Pietro Spinucci" e Centro Studi "Emidio Saladini Conte di Rovetino" (istituti che raccolgono l'importante eredità del preesistente mwa0k"Centro di lettura" comunale dal mwa0o2008). L'edificio ospita finanche mostre d'arte temporanee, periodicamente organizzate ed allestite dall'Amministrazione comunale.
Architetture militari
Resti del castello di Monte Passillo
In cima al Monte Passillo (588 metri s.l.m.) sono visibili i resti del castello della famiglia Nobili, più volte distrutto e ricostruito. La demolizione definitiva si colloca nel mwa1i1521, per ordine del Rettore Pontificio della Marca, allo scopo di porre fine alla secolare rivalità tra le città di mwa1mAmandola e di mwa1qAscoli Picenocite-ref-10-47-1[47].
Siti archeologici
Resti di terme romane
Nella mwa2yPiazza delle Terme Romane del capoluogo sono presenti resti di stabilimenti termali di epoca romana, riferibili all'antica città di mwa2cNovana, riportati alla luce e muniti di coperture protettive nel mwa2g2019.
Ponte romano di Gerosa
Nella frazione Gerosa è situato un ponte di epoca romana a schiena d'asino, che unisce le due sponde del fiume Aso lungo il tracciato dell'antica mwa28Via Salaria Gallica (strada romana che collegava mwa3aAsculum ad mwa3eUrbs Salvia, attraversando mwa3iNovana).
Aree naturali
Lago di Gerosa
Il mwa30lago di Gerosa è un bacino idrico artificiale situato ad un'altitudine di 649 metri s.l.m. nel territorio comunale di Comunanza. Esso prende il nome dal nucleo abitativo di Gerosa, frazione che sorge in prossimità del lago. L'invaso è compreso fra i Comuni di Comunanza, mwa34Montemonaco (AP) e mwa38Montefortino (FM), ha una lunghezza di 2.500 metri ed una larghezza massima di 370 metricite-ref-57[57].
Immissario ed emissario è il fiume mwa4uAso.
La diga che ha formato il bacino idrico è stata costruita dal mwa4cConsorzio di Bonifica dell'Aso tra il mwa4g1977 ed il mwa4k1983, ed è attualmente di proprietà del mwa4oConsorzio di Bonifica delle Marche. Essa sorge nel territorio comunale di Comunanzacite-ref-bonificamarche-it-58-0[58] e presenta una struttura muraria a gravità massiccia con un'altezza massima di 77 metri. Essa ha una sezione quadrata di 3 metri di lato, che diventa rettangolare (3 metri × 2,50 metri) nella zona di installazione degli organi di chiusura; può esitare, nella pratica, 110 metri cubi d'acqua al secondo. Lo scarico di superficie è costituito da un ciglio sfiorante della lunghezza libera di 36 metri che, con un’altezza di lama dell’acqua di 2,50 metri, può esitare 301 metri cubi d'acqua al secondo. L’opera, realizzata per i fini irrigui, risulta strategica lungo l’intera valle dell’mwa48Aso, contenendo un volume d'acqua di 15.400.000 metri cubi, con una capacità di irrigazione di 3.483 ettaricite-ref-bonificamarche-it-58-1[58].
La grande massa d'acqua contenuta nell'invaso ha permesso la costruzione di due centrali idroelettriche nel territorio comunale di Comunanza, di cui una situata in frazione Gerosa, l'altra collocata in frazione Villa Pera. Per la verità, in prossimità del mwa5ulago sorge anche una terza centrale, dipendente dal serbatoio di monte situato a mwa5yMontefortino, in frazione Arato.
La vegetazione prevalente intorno al mwa5glago è costituita da roverella, carpino nero, carpino bianco, castagno, frassino, abete rosso e pino d'Aleppocite-ref-agenzia-regionale-per-la-protezione-ambientale-delle-marche-istituto-superiore-di-sanit-rapporto-finale-monitoraggio-delle-acque-e-dei-sedimenti-del-lago-artificiale-di-gerosa-finalizzato-allo-studio-circa-la-presenza-del-cianobatterio-tossico-planktothrix-rubescens-59-0[59].
Le specie ittiche presenti nel mwa54lago sono soprattutto persico reale, persico trota, persico sole, barbo comune, anguilla, triotto, scardola, cavedano, carassio, alborella, carpa, tinca, trota fario e trota irideacite-ref-agenzia-regionale-per-la-protezione-ambientale-delle-marche-istituto-superiore-di-sanit-rapporto-finale-monitoraggio-delle-acque-e-dei-sedimenti-del-lago-artificiale-di-gerosa-finalizzato-allo-studio-circa-la-presenza-del-cianobatterio-tossico-planktothrix-rubescens-59-1[59].
Il mwa6qlago è meta di turismo naturalistico e sportivo, che richiama visitatori dall'Italia e dall'estero, ed è sede di un idroscalo.
Società
Evoluzione demografica
Religione
Sono presenti minoranze cristiane ortodosse, cristiane protestanti (perdipiù riferibili alla Congregazione dei mwa7sTestimoni di Geova), nonché islamiche ed induiste, oltre ai non credenti.
Cultura
Istruzione
Scuole
L'istituto scolastico comprensivo interprovinciale dei Sibillini, dipendente dal mwa8aMinistero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, incorpora tutti i plessi scolastici situati nei Comuni di Comunanza, mwa8eForce (AP), mwa8iMontefalcone Appennino (FM), mwa8mMontelparo (FM), mwa8qMontemonaco (AP) e mwa8uSmerillo (FM).
Biblioteche
La mwa80"Biblioteca civica Pietro Spinucci" ed il mwa84"Centro Studi Emidio Saladini Conte di Rovetino" raccolgono l'importante eredità del preesistente mwa88"Centro di lettura comunale" dal mwa9a2008. Sono allestiti in tre sale del Palazzo Pascali, situato nel centro storico del capoluogo. Questi istituti sono il frutto dell'aggregazione dell'ingente patrimonio librario del preesistente mwa9e"Centro di lettura comunale" con due ulteriori e successive donazioni: la prima proveniente dal Prof. Pietro Spinucci, già docente di letteratura inglese ed americana, e poi Rettore dell’Università di Lingue Straniere di Verona, nato a Comunanza e molto legato al proprio paese; la seconda proveniente dal Conte Emidio Saladini, grande conoscitore di arte e cinema, ed attivo a Roma nel magico periodo felliniano. Il patrimonio librario spazia tra la letteratura italiana, europea ed americana, con testi in lingua italiana ed inglese, la poesia del Novecento, il teatro, l'arte e la saggistica. Ad oggi, nella Biblioteca sono complessivamente presenti oltre 10.000 volumicite-ref-64[64].
Musei
Il "Museo diocesano di arte sacra" è ospitato presso il Palazzo Pascali, situato nel centro storico del capoluogo. Esso conserva significative opere pittoriche e di oreficeria; tra queste ultime spiccano un reliquiario a tempietto del XVI secolo ed una croce astile del XVIII secolo, con un mwa9gCristo del XIV secolo attribuito all’orafo ascolano Pietro Vannini. Di grande fascino il calice in argento del XVIII secolo, con i tre Santi seduti sul piede. Tra le opere pittoriche si segnalano la mwa9kMadonna della cintola (XVII secolo) ed il mwa9oSan Liborio del celebre pittore mwa9sGiuseppe Ghezzi, artista originario di Comunanza ma attivo soprattutto a Roma. Il museo espone altresì le mwa9wStazioni della Via Crucis del XVIII secolo, dipinte ad olio e di scuola carraccesca, originariamente esposte nella Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, ed ivi sostituite da copie all'inizio del XXI secolocite-ref-65[65].
Teatri
Eventi
In piazza per loro
"In piazza per loro" è una manifestazione filantropica che si svolge nel centro storico del capoluogo, a cadenza annuale, nel mese di Agosto. Consiste in un'esibizione canora di cittadini provenienti da Comunanza e dai Comuni limitrofi, finalizzata alla raccolta di fondi destinati alla mwa-gLega del filo d'oro (associazione ONLUS dedita all'assistenza in favore di giovani e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali).
Fiera degli Uccelli (o mostra ornitologica)
La "Fiera degli Uccelli" (o "Mostra ornitologica") è una manifestazione fieristica che si svolge nel capoluogo a cadenza annuale, nella prima Domenica del mese di Ottobre, fin dal mwa-s1968. Si caratterizza per l'esposizione di volatili di ogni specie, di animali da cortile e da compagnia, nonché per la presenza di bancarelle e l'esposizione di prodotti tipici e di lavorazioni industriali lungo le strade principali del capoluogo, chiuse al traffico veicolare.
Fiera di Santa Caterina
La "Fiera di Santa Caterina" è un'antichissima manifestazione fieristica, originariamente fissata al 25 Novembre, giorno dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, Santa Patrona di Comunanza. Essa si svolge nel capoluogo a cadenza annuale, attualmente nell'ultima Domenica del mese di Novembre. Si caratterizza per la presenza di bancarelle e l'esposizione di prodotti tipici lungo le strade principali del capoluogo, chiuse al traffico veicolare.
Geografia antropica
Le frazioni di Comunanza sono le seguenti: Calvarese, Capotornano, Casa di Ciotto, Casa di Cola, Casale, Castelfiorito, Cerisciolo, Colle Chiaro, Cossinino da Capo, Cossinino da Piedi, Croce di Casale, Ficocchia, Fosso di Otto, Gabbiano, Gerosa, Gesso, Granaro, Illice, Lago, Lisciano, Montegenco, Nasuto, Palombara, Parapina, Passafiume, Passo, Piane Nuove, Pianerie, Piane Vecchie, Piantabete, Polica Nuova, Polica Vecchia, Polverina, Ponte dell'Aso, Pracchia, Rivolta, San Benedetto, San Claudio, San Giovanni, San Lorenzo, Settecarpini, Tavernelle, Tiburro, Valentina, Vallecupa, Villa Pera, Vindola.
Di seguito vengono descritte le frazioni di maggiore importanza storica, demografica e culturale.
Calvarese
La frazione di Calvarese è situata a 746 metri s.l.m., a 10mwa-m km dal capoluogo in direzione sud. La coltivazione cerealicola a terrazze e il commercio di legname sono le attività principali dei suoi abitanti. Le case che non hanno subito restauri sono a due piani, costruite in pietra locale. Esse rispecchiano la classica tipologia edilizia rurale e montana del Picenocite-ref-frazioni-66-0[66].
Cossinino da Capo
La frazione di Cossinino da Capo è situata a 789 metri s.l.m., a 14mwa-o km dal capoluogo in direzione sud-est. È un nucleo abitativo di circa 15 case, ancora parzialmente abitate. Al centro del borgo sorge l'antica Chiesa di Sant'Ilario Vescovo, esistente già dal XIII secolo. Di stile romanico, l’interno è a tre navate con copertura a capriate. All'esterno, sul portale dell'edificio, è incisa la data mwa-s1598. L'ultimo restauro risale agli anni '50 del XX secolo. Il campanile a guglia ospita due campane, come in una chiesa matrice. Un edificio del borgo conserva il simbolo della corporazione dei "sartori"cite-ref-frazioni-66-1[66].
Cossinino da Piedi
La frazione di Cossinino da Piedi è situata a 719 metri s.l.m., a 15mwbai km dal capoluogo in direzione sud-est. È attualmente disabitata. Trattasi di uno degli ultimi rifugi dell'Ordine cavalleresco dei Templari, che qui avevano la loro Commenda e che hanno custodito, e fatto giungere fino a noi, una preziosa iscrizione proto-picena, posta su una pietra utilizzata in guisa di architrave, all'interno di un interessante edificio fortificatocite-ref-frazioni-66-2[66].
Croce di Casale
La frazione di Croce di Casale è la più popolosa di Comunanza, è situata a 729 metri s.l.m. e dista 8,5mwbak km dal capoluogo. È sede di attività commerciali ed economiche.
Gabbiano
La frazione di Gabbiano è situata a 710 metri s.l.m., a 13mwbaw km dal capoluogo in direzione sud-est. La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo risale al XIII secolo. Il suo ultimo restauro risale agli anni '50 del XX secolo, con il rifacimento dell’altare. Della parte medioevale originaria restano la zona absidale e quella dell’antico ingresso, divenute cappelle laterali nel rifacimento del XVIII secolo, che ne modificò sia l’orientamento, sia l’impianto, che da basilicale divenne centrale. All'interno si notano ancora tracce di decorazioni pittoriche tardo-medioevali e di stucchi settecenteschicite-ref-frazioni-66-3[66].
Gerosa
La frazione di Gerosa è situata a 640 metri s.l.m., a 7,5mwbbc km dal capoluogo in direzione sud. Nella seconda metà del XVI secolo è stata il covo del famoso brigante Masio della Jerosa. Trattasi di un piccolo nucleo abitativo, con basse case in laterizio del XVI secolo. Presente un ponte di epoca romana a schiena d’asino, che univa le due sponde del fiume Aso lungo l'antica mwbbgmwbbkVia Salaria Gallica (strada romana che collegava mwbboAsculum ad mwbbsUrbs Salvia). A sud si scorge la diga, inaugurata nel mwbbw1983, che contiene il suggestivo lago omonimocite-ref-frazioni-66-4[66].
Gesso
La frazione di Gesso è situata a 627 metri s.l.m., a 5mwbcc km dal capoluogo in direzione est. È così chiamata per il terreno prevalentemente gessoso. Le poche case a due piani sono allineate sul dorso di una collina, alla cui sommità sorge la Chiesa di San Pietro, esistente già nel XIV secolo, più volte ricostruita; la conformazione odierna dell'edificio sacro risale al mwbcg1960. La locale Parrocchia di San Pietro fa capo alla mwbckDiocesi di Ascoli Piceno. Storicamente Gesso si è caratterizzato come paesino di "gessare" e “bigattiere” (donne dèdite alla coltura dei bachi da seta), e nel XVI secolo risultava sotto il dominio del Duca Aloysius Attilius di mwbcoAtri (TE)cite-ref-frazioni-66-5[66].
Illice
La frazione di Illice è situata a 773 metri s.l.m., a 9mwbdu km dal capoluogo in direzione sud. Nel XVIII secolo aveva addirittura la dignità di "Castello", soggetto al Podestà di Comunanza, e munita del potere di governo sulle "ville" di Calvarese, Gerosa e Cerisciolo. Appena fuori dal nucleo abitativo sorge la Chiesa di San Giovanni Battista, menzionata nella mwbdyRationes Decimarum del mwbdc1290. Per via di numerosi restauri subìti nel corso dei secoli, essa conserva la parte originale soltanto nel suo perimetro. La locale Parrocchia di Santa Maria e San Giovanni Battista fa capo all'mwbdgArcidiocesi di Fermocite-ref-frazioni-66-6[66].
Nasuto
La frazione di Nasuto è situata a 673 metri s.l.m., a 8mwbem km dal capoluogo in direzione sud. È arroccata su una collina sovrastante l'abitato di Piane Vecchie, e si presenta come un piccolo nucleo dislocato attorno alla nuova Chiesa di Santa Maria in Spino, risalente al XX secolo e simbolo della frazionecite-ref-frazioni-66-7[66].
Piane Vecchie
La frazione di Piane Vecchie è situata a 549 metri s.l.m., sulla sponda destra del fiume mwbeoAso, a 3mwbes km dal capoluogo in direzione sud. Nell'abitato è presente la Chiesa di San Sebastiano, realizzata nel XV secolo in pietra locale e laterizio, a pianta longitudinale e di linea essenziale. Soggetta a varie modifiche nel corso dei secoli, ha l’unica porta alla sinistra dell’altare, dove si possono ammirare affreschi non coperti da intonaco, raffiguranti Madonna con Bambino e S. Sebastiano, di scuola crivellescacite-ref-frazioni-66-8[66].
Polverina
La frazione di Polverina è situata a 836 metri s.l.m., a 14mwbfk km dal capoluogo in direzione sud. La Chiesa suburbana dedicata a Santa Maria Assunta, esistente già nel sec. XIII ma ristrutturata nel mwbfo1632, contiene un affresco raffigurante mwbfsL’annunciazione della Vergine (XVI secolo), opera dell'artista Giulio Vergari di mwbfwAmandola. Il campanile ospita una campana del XVIII secolo. Ogni anno, il 15 Agosto, si tiene una grande festa popolare presso la Chiesa, proprio in onore della Vergine Assuntacite-ref-frazioni-66-9[66].
Pracchia
La frazione di Pracchia è situata a 485 metri s.l.m., a 1mwbgm km dal capoluogo in direzione nord-ovest. Nata come borgo del castello di Monte Passillo, il piccolo nucleo abitativo si snoda lungo il tracciato dell'antica mwbgqVia Salaria Gallica (strada romana che collegava mwbguAsculum ad mwbgyUrbs Salvia)mwbgc. La frazione aveva una Chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate e a San Salvatore, citata nelle mwbggRationes Decimarum del mwbgk1290cite-ref-frazioni-66-10[66].
Tavernelle
La frazione di Tavernelle è situata a 682 metri s.l.m., a 13mwbha km dal capoluogo in direzione sud-est. Nel sec. XVI fu un covo di briganti. Fino alla metà del sec. XX Tavernelle risultava molto popolata e ricca di attività artigianali; oggi ha ormai pochi abitanti, impegnati nell’agricoltura o presso le industrie del capoluogo. Il nucleo abitativo è costituito da case restaurate, le quali testimoniano comunque l’antica tipologia costruttiva montana. Spiccano due edifici a due piani, realizzati in blocchi di arenaria squadrati, recanti piccole finestre con spesse cornicicite-ref-frazioni-66-11[66].
Villa Pera
La frazione di Villa Pera, pósta nella valle dell'mwbhcAso, è situata a 425 metri s.l.m., a 3,5mwbhg km dal capoluogo in direzione est. L'insediamento di comunità nel luogo risale probabilmente all'età antica. Nel 1315 il Castello della Pera subì un cruento saccheggio da parte del Podestà di mwbhkAmandola. Nella frazione sorge la Chiesa di San Giovanni Battista, con copertura a capanna. Una lapide pósta sopra all’ingresso, inserita nel recente restauro, testimonia un ampliamento del mwbho1782, promosso dalla locale famiglia Pascalicite-ref-frazioni-66-12[66].
Vindola
La frazione di Vindola è situata a 850 metri s.l.m., a 12mwbie km dal capoluogo in direzione sud-est. È un castello risalente al XII secolo, e conserva ancora la struttura chiusa tipicamente medioevale. È stata più volte sede municipale e notarile. Dominio dei casati nobiliari degli Antonelli e degli Zarli, nel XVI secolo era uno dei centri dell’entroterra sospettati di dare rifugio ai briganti. Per questa ragione, sembra che fosse stata completamente bruciata da mercenari provenienti dalla mwbiiCorsica, giunti nella Marca al servizio del Papato per la repressione del brigantaggio. All’interno del borgo sorge la Chiesa di Sant'Antonio, risalente al mwbim1870cite-ref-frazioni-66-13[66].
Economia
Agricoltura
Le attività più diffuse sono:
• la coltivazione di cereali (frumento, orzo, granturco) e patate;
• il taglio del legname nei boschi presenti sul territorio;
• la coltivazione di alberi da frutto, ed in particolare la raccolta di ciliegie, noci, castagne e mandorle;
• la tartuficoltura, sviluppatasi soprattutto a partire dagli anni '90 del XX secolo;
• la pastorizia, attività di fondamentale importanza fino alla metà del XX secolo, e da quel momento progressivamente diminuita di rilevanza economica;
• l'allevamento di animali da cortile (perdipiù volatili e suini).
Artigianato
Il settore vede attualmente la presenza di plurime imprese sul territorio: diffuse la lavorazione del mwbkalegno (finalizzata alla realizzazione di mobili e suppellettili), del mwbkeferro e del mwbkirame (finalizzata alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti, che spaziano dal vasellame alle anforecite-ref-aci-68-0[68]).
Industria
La nascita del primo opificio industriale con sede a Comunanza risale all'inizio del mwbkkXX secolo, quando la locale famiglia Pascali fondò lo mwbkoStabilimento bacologico sperimentale per la produzione della seta.
Comunanza ha conosciuto un importante sviluppo industriale a partire dagli anni '60 del mwbkwXX secolo, anche grazie agli investimenti pubblici operati dalla mwbk0Cassa del Mezzogiornocite-ref-8-12-2[12]. Attualmente è il terzo polo industriale della mwbliprovincia di Ascoli Picenocite-ref-9-13-2[13].
Gli stabilimenti industriali più rilevanti (che impiegano una significativa percentuale della forza lavoro comunanzese e dei Comuni limitrofi) operano nei seguenti settori:
• metalmeccanico: produzione di elettrodomestici e componentistica per elettrodomestici, casse automatiche, lavorazioni meccaniche;
• gomma-plastica: produzione di tubi, attrezzature e componentistica in plastica;
• tessile: produzione di calzature e di capi d'abbigliamento.
Servizi pubblici e terziario
Nel territorio comunale di Comunanza sono presenti i seguenti presìdi di servizio pubblico:
• Comando stazione mwbmaCarabinieri, con sede nel capoluogo;
• Comando stazione mwbmiCarabinieri forestali, con sede nel capoluogo;
• Poliambulatorio ASUR Area Vasta n. 5, presìdio sanitario locale con sede nel capoluogo, facente capo all'Azienda sanitaria unica regionale Marche (ASUR) - Area Vasta n. 5 (distretti ospedalieri di mwbmqAscoli Piceno e mwbmuSan Benedetto del Tronto);
• Centro polifunzionale del mwbmcDipartimento della protezione civile, in costruzione all'interno del capoluogo, munito di piattaforma per l'atterraggio di elicotteri e di eliambulanzecite-ref-69[69];
• mwbm0"Istituto scolastico comprensivo interprovinciale dei Sibillini", dipendente dal mwbm4Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che incorpora tutti i plessi scolastici situati nei Comuni di Comunanza, mwbm8Montemonaco (AP), mwbnaForce (AP), mwbneMontefalcone Appennino (FM), mwbniSmerillo (FM) e mwbnmMontelparo (FM);
• presidio territoriale del mwbnu"CIIP S.p.A." (consorzio idrico integrato piceno). In passato, Comunanza ha ospitato la sede del mwbny"Consorzio idrico intercomunale del Vettore", fondato nel mwbnc1957 e successivamente incorporato proprio nel mwbng"CIIP S.p.A.";
• ufficio postale;
• presidio per la viabilità dell'organismo di diritto pubblico mwbnsANAS (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade), per finalità di sorveglianza, di manutenzione e di gestione della viabilità lungo la mwbnwStrada statale 433 di Val d'Aso e la mwbn0Strada statale 78 Picena, e presidio per la viabilità della mwbn4Provincia di Ascoli Piceno per le strade di competenza provinciale;
• la diga di Villa Pera (di proprietà di mwboaEnel) e la diga di mwboeGerosa (di proprietà dell'ente pubblico mwboi"Consorzio di Bonifica delle Marche"). Sono altresì presenti tre centrali idroelettriche (tutte di proprietà di mwbomEnel): tra queste, due sono situate nei pressi del mwboqlago di Gerosa, mentre la terza è situata in frazione Villa Pera
Per quanto concerne i servizi privati, nel capoluogo sono presenti tre filiali bancarie, riferibili ad altrettanti istituti di credito (mwboyIntesa Sanpaolo, mwbocCassa di Risparmio di Fermo e BCC Banca del Piceno). Sono sviluppati i settori dei trasporti e dei servizi professionali, finanziari ed assicurativi alle numerose imprese presenti sul territorio. In crescita i settori del turismo e della ristorazione.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 18 giugno 1988 | 7 giugno 1993 | Arnaldo Amici | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 70 ] |
| 7 giugno 1993 | 8 luglio 1994 [ 71 ] | Arnaldo Amici | Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale | Sindaco | [ 70 ] |
| 8 luglio 1994 | 24 aprile 1995 | Angelo Sciamanna | Democrazia Cristiana | Vicesindaco | [ 70 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Avio Fioravanti | Lista civica | Sindaco | [ 70 ] |
| 14 giugno 1999 | 24 giugno 2003 [ 72 ] | Luigi Contisciani | Lista civica | Sindaco | [ 70 ] |
| 24 giugno 2003 | 31 luglio 2003 | Veniero Antognozzi | | Commissario prefettizio | [ 70 ] |
| 31 luglio 2003 | 14 giugno 2004 | Salvatore Angieri | | Commissario straordinario | [ 70 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Maria Paola Pizzichini | Lista civica | Sindaco | [ 70 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Domenico Annibali | Lista civica | Sindaco | [ 70 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Alvaro Cesaroni | Lista civica | Sindaco | [ 70 ] |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Alvaro Cesaroni | Lista civica Insieme per Comunanza | Sindaco | [ 70 ] |
| 10 giugno 2024 | in carica | Domenico Sacconi | Lista civica Comunanza tocca a te! | Sindaco | [ 70 ] |
Sport
Calcio
La principale squadra cittadina di calcio è l'mwbskmwbso"Unione Sportiva Comunanza 1958", che milita nel mwbsscampionato dilettantistico marchigiano. I colori sociali sono il giallo ed il rosso. Lmwbsw'mwbs0U.S. Comunanza si allena presso lo stadio comunale vecchio mwbs4"Abele Capponi" (situato nel capoluogo), e disputa le partite casalinghe presso lo stadio comunale nuovo mwbs8"Luigi Prosperi" (situato nel capoluogo).
Più recentemente è stata fondata la squadra locale mwbte"A.S.D. Croce Casale 1998", anch'essa militante nel mwbticampionato dilettantistico marchigiano, e riferibile alla frazione comunale di Croce di Casale. I colori sociali sono il bianco ed il verde. Lmwbtm'mwbtqASD Croce Casale si allena e disputa le partite casalinghe presso stadio comunale vecchio mwbtu"Abele Capponi" (situato nel capoluogo).
Pallavolo
La squadra cittadina di pallavolo è la mwbtg"ASD Pallavolo Comunanza", che si allena e disputa le partite casalinghe presso la palestra della Scuola secondaria di I grado di Comunanza (situata nel capoluogo). È articolata in una divisione femminile ed in una divisione maschile.
Tennis
A partire dal 1993, il Comune di Comunanza ha costruito due campi da tennis nel capoluogo, realizzati in terra rossa sintetica. L'ampio seguito di questo sport ha determinato la nascita del mwbtsTennis Club Comunanza, associazione sportiva che ogni anno, nei mesi estivi, organizza un torneo internazionale aperto a squadre provenienti anche da Paesi stranieri.
Note
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.comunanza.ap.it.
• citerefsapere-itComunanza, su sapere.it, De Agostini.